Questa creazione della ditta Kambly a Trubschachen, una località dell’Emmental, che risale al 1959 è uno spuntino multifunzionale sempre gradito nell’ambito della sussistenza dell’esercito, e per tradizione è sempre molto amato anche dalla popolazione svizzera. A partire da aprile, il biscotto militare potrà fregiarsi di un impiego più polivalente: sarà infatti disponibile anche in edizione speciale da distribuire durante le manifestazioni dell’esercito, e inoltre verrà proposto pure in confezione regalo assieme all’altrettanto apprezzato cioccolato militare e accompagnato da un messaggio di ringraziamento del capo dell’esercito da consegnare ai militari giunti al termine dei loro obblighi di servizio che vengono a restituire l'arma. Il confezionamento di questo pacchetto regalo è affidato al Centro per disabili e non vedenti di Berna.
I visitatori che giungono a Trubschachen per visitare la sede di produzione della ditta Kambly percepiscono un buon profumo che si libra nell’aria. La preparazione dell’impasto e la cottura si svolgono nell’ambito di una catena di produzione. Il produttore dell’attuale biscotto militare si è aggiudicato cinque lotti annui da 600‘000 porzioni sulla base di un bando di concorso OMC. La ricetta e i dettagli di cottura sono segreti.
I processi di produzione sono simili a quelli degli altri prodotti di grido della nota fabbrica di biscotti di lunga tradizione dell’Emmental. «Il Bretzeli è il nostro cavallo di battaglia e anche il prodotto di pasticceria fine più amato della Svizzera», spiega visibilmente orgoglioso il segretario generale della Kambly, Rudolf Winzenried.
In considerazione della necessità di reimpostare la catena di produzione e d'imballaggio per ogni prodotto, la produzione delle 600'000 porzioni di biscotti militari viene suddivisa in due lotti.
«Questa commessa ci copre 17 turni», aggiunge soddisfatto il segretario generale della pasticceria industriale che conta 340 collaboratrici e collaboratori.
Sebbene abbia l’aspetto di una vecchia macchina da cucire sovradimensionata, l’impianto d’imballaggio è un prodotto tecnologico d’avanguardia: dalla carta pergamenata ondulata sviluppata e prodotta dall’azienda stessa, che protegge i biscotti, al posizionamento preciso dei due stampi per biscotti fino all’avvolgimento dell’imballaggio finale attorno alla confezione da 100 grammi.
Qui la posta in gioco è alta. Infatti, l’impostazione della macchina richiede un giorno di lavoro e per la preparazione per il prossimo formato di biscotto ci vuole un ulteriore giornata. Se non è tutto minuziosamente preparato, è facile che si producano danni anche molto ingenti. Infatti, quando scendono dal nastro, i biscotti sono ancora caldi.
Metri di biscotti
Reto Walther, manager di sistema Sussistenza presso la Base logistica dell’esercito, è tra le altre cose responsabile della definizione della qualità per quanto riguarda gli articoli che fanno parte dei viveri dell’esercito – e quindi anche dei biscotti militari. Segue la produzione dei biscotti con la stessa precisione con cui era solito lavorare quando era capoteam del famoso Swiss Armed Forces Culinary Team: «I criteri sono molto severi: durata di conservazione di tre anni, un valore nutritivo ottimale e possibilità d’impiego come prodotto dolce o salato, sono solo alcune delle nostre rigide condizioni quadro.»
L’impasto viene lavorato a porzioni da 200 chili con frullatori sovradimensionati in recipienti d’acciaio. Come ingredienti vengono utilizzati farina di frumento, amido di patate, grassi vegetali non idrogenati, glucosio, zucchero, latte magro in polvere, estratto di malto d’orzo, lievito e sale. L’impasto lavorato nel miscelatore viene poi immesso nella catena di produzione. Qui viene spianato, ritagliato, cotto in forno, confezionato e imballato. Sul percorso lungo un centinaio di metri la massa informe si trasforma gradualmente in porzioni da 100 grammi che vengono imballate in scatole da 48 pezzi all’estremità del nastro trasportatore.
Versione Special Edition per la popolazione
I più anziani ricordano con piacere i soldati che distribuivano generosamente gli apprezzati biscotti nei cortili scolastici. Nel frattempo si applicano criteri più restrittivi. I soldati hanno continuato a distribuire biscotti, ma per farlo dovevano praticamente rinunciare alle loro porzioni. Hanno regalato la loro razione rinunciandovi personalmente. Questo spuntino era tuttavia stato consapevolmente pensato per dar loro l’apporto calorico necessario durante il rispettivo servizio militare. Per risolvere questo dilemma, si è deciso di produrre un milione di confezioni in versione Special Edition, da distribuire in occasione di manifestazioni militari, esposizioni, giornate delle porte aperte e altri eventi destinati a un pubblico civile – e soprattutto: da regalare ai bambini. I furieri e i quartiemastri ordineranno i biscotti assieme agli altri viveri dell'esercito. Anche i quadri dell’amministrazione militare hanno la possibilità di ordinare biscotti da utilizzare per scopi dichiarati.
Ringraziamento per il servizio prestato nell’esercito
Il fatto che nell’esercito regni l’obbligo di prestare servizio militare non è un buon motivo per non ringraziare. Così è nata l'idea di offrire, a partire dal 22 aprile, un omaggio al momento della riconsegna dell’arma a tutti i militari che terminano il loro servizio. A ogni militare prosciolto viene dunque donata una confezione regalo con dedica del capo dell’esercito contenente un pacco di biscotti e una barretta di cioccolato. «Una stretta di mano simbolica in ricordo del servizio militare prestato», spiega il manager di sistema Sussistenza.
La produzione annuale prevede 25‘000 di queste confezioni regalo da offrire a livello nazionale ai militari delle annate prosciolte. Queste scatole vengono confezionate dagli ospiti del Centro per disabili e non vedenti di Berna. Il responsabile Equipaggiamento e logistica, Thomas Beerli è contento di ricevere commesse di questo tipo: «Interrompono la monotonia del lavoro per le produzioni in massa.» Qui lavorano 85 collaboratrici e collaboratori portatori di handicap mentali, psichici o fisici, che sbrigano i mandati in gruppi di 10 a 12 persone. Ogni gruppo è assistito da un capogruppo. La fascia d’età dei collaboratori è simile a quella di un’azienda convenzionale e spazia dai 18 ai 65 anni. Dopo una breve fase d’istruzione, i collaboratori a tempo parziale si occupano autonomamente della loro produzione secondo gli incarichi ricevuti. I capigruppo accompagnano le persone disabili e le valutano su incarico del Dipartimento della salute e dell'assistenza di Berna. «Spesso le nostre collaboratrici e i nostri collaboratori possono scegliere liberamente a quale produzione intendono partecipare, ma i mandati monotoni che ci garantiscono la nostra occupazione di base, sono anche una fonte di guadagno», specifica il signor Beerli.
I processi applicati in questo atelier assomigliano a quelli di un’impresa logistica. «Talvolta lavoriamo un po’ più lentamente», afferma Beerli con un sorriso sulle labbra. «Ma non tutti i lavori possono essere effettuati a macchina – e quindi mettiamo le nostre mani a disposizione dell’industria», riassume il responsabile Equipaggiamento e logistica del Centro per disabili e non vedenti per specificare il suo asso nella manica. Le confezioni regalo vengono imballate in grandi scatole di cartone in unità da cento pezzi, che vengono poi sistemate su palette. I responsabili calcolano circa una settimana di lavoro per smaltire questa produzione annuale. Per finire, le palette vengono caricate su autocarri militari e trasportate nella località bernese di Brenzikofen per lo stoccaggio intermedio.